Intelligenza Artificiale

Ti ricordi nel 2002 il film Minority Report con Tom Cruise, sull’Intelligenza Artificiale?

Nel 2002 il film Minority Report parlava dell’Intelligenza Artificiale come di un qualcosa lontano da noi e fantascientifico.

 

Il film raccontava che nell’anno 2054…

i veicoli erano completamente automatizzati

il consumatore di un negozio veniva salutato all’ingresso da una commessa virtuale che conosceva bene i suoi gusti e subito gli consigliava il nuovo arrivo più adatto

i dispositivi si accendevano e si spegnevano con un comando della voce

i computer si gestivano senza mouse… fantascienza? No!

Ciò che si prevedeva per il 2054 è già presente!

E’ possibile predire un crimine?

Minority Report immaginava come si sarebbe trasformato il mondo nel 2054.

Ad esempio una squadra di individui sarebbe stata capace di prevedere, tramite poteri extrasensoriali, i futuri assassini.

In realtà, oggi, solo dopo appena 15 anni, l’Intelligenza Artificiale ci è andata molto vicino.

Esiste un software creato dalla Carnegie Mellon University (il CrimeScan) che digerisce informazioni come notizie di reati già avvenuti, profili dei criminali su Facebook, chiamate ai numeri di emergenza, e le sfrutta per «vedere il futuro» criminale. Il sistema è già in sperimentazione in una ventina di distretti americani.

E’ possibile guidare un’auto senza conducente?

In una delle scene principali, il protagonista tenta la fuga su un’auto senza pilota, in una autostrada popolata interamente da vetture che non hanno bisogno di nessuno al posto di guida.

Niente di più attuale: sono più di 30 i progetti di Autopilot nel mondo.

Dai giganti della tecnologia come Google, Tesla, Apple e Uber, alle più importanti case automobilistiche, da Volvo a Audi, tutti sono impegnati nella corsa a chi per primo raggiungerà il livello 5 di autonomia grazie all’Intelligenza Artificiale. Che, assicurano, è dietro l’angolo.

Se le sperimentazioni in alcune città sono già partite, la data prevista per l’arrivo delle prime auto a guida autonoma sul mercato è il 2020.

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E-commerce Marketing Retail

Amazon apre negozi fisici e le aziende il sito eCommerce. Cosa c’è sotto?

Se non l’hai ancora capito Amazon non è un sito di eCommerce.  

Amazon è un “pericoloso” nemico per ogni retailer assennato.

Amazon ed anche Alibaba, l’altro colosso cinese dell’ E-commerce, hanno acquisito due grandi catene con NEGOZI fisici.

Perché i negozi aprono siti E-commerce, mentre i colossi dell’ E-commerce fanno il contrario? Cosa c’è sotto?

E’ chiaro ad Amazon o Alibaba non basta più conoscere i gusti dei consumatori sul web, vogliono sapere anche cosa fanno nel mondo reale, per attaccare il mercato in maniera ancora più incisiva.

Amazon sa che in fondo l’essere umano non può prescindere del tutto dai negozi fisici dove provare emozioni visive, tattili e olfattive, dove vivere un’esperienza di evasione o intrattenimento e dove trovare assistenza o iperspecializzazione.

Infatti, nonostante l’e-Commerce agevoli i consumatori da molteplici punti di vista, lo shopping resta comunque un atto di socializzazione.

Le persone non vogliono rinunciare all’aspetto emotivo legato all’acquisto, al piacere di vivere l’esperienza fisica dell’acquisto fatto in compagnia, passeggiando, oppure vissuto come momento di relax o svago per staccare dalle incombenze quotidiane.

E Amazon questo lo sa, tanto che sta integrando sempre più l’esperienza online con quella offline avvicinandosi sempre più ai suoi clienti.

Amazon non vuole vendere online, Amazon vuole vendere ovunque, qualunque cosa, vuole essere “Il Commercio”!

Amazon ha sborsato milioni di dollari in contanti per acquistare una catena di 460 negozi alimentari bio come Whole Foods perché:

  • Anzitutto 460 negozi dove entrano le persone giornalmente e dove è possibile monitorare in tempo reale il comportamento d’acquisto e studiare i bisogni del consumatore sempre più da vicino. Molto probabilmente sommando i diversi comportamenti tra off e on line, Amazon sta costruendosi un vantaggio competitivo senza precedenti.
  • Avere margini più alti rispetto alla vendita online
  • Intrecciare tutta la sua conoscenza digital online, con i dati off line e prendersi anche il mercato off line

Come ha detto Marco Montemagno  – imprenditore sul web e comunicatore –  “le altre aziende cercano di essere sempre più essere vicine ai loro consumatori….sono un po’ come una maglietta…. ti stanno addosso, ma Amazon invece è una supposta, ti entra dentro e una volta che è dentro non esce più”.

L’idea di Amazon è integrare le due banche dati (fisica e virtuale) e ricavare un’immagine ancora più definita di ciò che la persona fa dentro e fuori la rete.

Se ci pensi bene, Amazon ci conosce meglio della nostra mamma e nessuna azienda si fa così tanto i fatti nostri da poterci dire quale prodotto è meglio per ognuno di noi.

E ci sta anche bene, perché in fondo funziona meglio per noi come consumatori avere i prodotti migliori, spedizioni velocissime, sicurezza nell’acquisto.

Ed qui il punto focale della differenza tra amazon e il resto del mondo.

  • Amazon apre negozi fisici sfruttando la sua profonda conoscenza dei consumatori e imporre il suo vantaggio competitivo a tutto il mercato.
  • Quando apre un negozio fisico conosce già i bisogni dei clienti di quel posto, anzi ha già dei clienti in quel posto.
  • Se le vendite on line di articoli alimentari crescono enormemente in Texas, può decidere di aprire negozi fisici di generi alimentari proprio in quelle aree dove è maggiore la richiesta, dove sa già di avere migliaia di potenziali clienti.
  • Amazon, quindi, sa già in anticipo cosa vendere, dove vendere e a chi vendere, riducendo drasticamente il rischio di impresa e spazzando via la concorrenza. Amazon ragiona davvero sulla base della profilazione degli utenti e adotta azioni predittive per intercettare i bisogni dei consumatori.
  • Il resto del mondo cerca di convincere i consumatori ad acquistare di più e lo fa propinandogli sconti speciali, iniziative commerciali, newsletter, carte fedeltà legate a punti/bollini/regalini, notifiche applicazioni o l’e-commerce ma sanno molto poco cosa cercano veramente i loro clienti.

Amazon analizza dati in tempo reale e aggiorna modelli predittivi basati su Self learning AI (Artificial Intelligence), per meglio indirizzare investimenti e risorse.

I negozi tradizionali si affidano a Niesel,  Eurisko, ecc. che elaborano stime su andamenti di settore con mesi di ritardo, e non specifiche sui clienti propri.

La verità è che Amazon è il nemico pubblico numero uno di tutti i negozi, in qualunque parte del mondo e quasi per qualsiasi tipologia di settore.

Il suo negozio fisico Amazon Go (attualmente ancora in sperimentazione) ha come principale finalità quella di raccogliere ulteriori informazioni sui consumatori, per poter migliorare ulteriormente le proprie strategie sia online che offline. In pratica, il mondo fisico è la parte di noi che Amazon ancora non vede e a cui vuole disperatamente avere accesso.

Amazon dunque minaccia sempre di più la sopravvivenza dei negozi “reali” ma non è la causa della crisi del negozio fisico e virtuale, esprime piuttosto l’evoluzione del retail che deve basarsi sempre di più sulla conoscenza dei clienti.

I suoi profitti, come ha scritto Taplin, (scrittore, produttore, studioso americano e docente alla University of Southern California) derivano da un “capitalismo della sorveglianza”. Gli algoritmi di Amazon sono come un occhio sempre vigile che vuole essere nostro amico, per poter sbirciare nel nostro portafoglio e prendere appunti sul suo contenuto.

Probabilmente starai pensando che anche tu raccogli i dati dei tuoi clienti, ne studi i comportamenti e organizzi le tue strategie in base alle aspettative dei consumatori.

Ma non è esattamente la stessa cosa che fa Amazon: la maggior parte delle aziende ha CRM Analitici capaci di dire molto sul consumatore e sulle sue abitudini di acquisto ma incapaci di agire in real time o di utilizzare modelli predittivi che agiscono addirittura prima che il cliente manifesti il bisogno.

Cosa che invece Amazon fa da sempre! Amazon previene e anticipa: ossia previene le mosse dei competitors e anticipa le esigenze degli utenti.

Per esempio tutti sanno che quando il consumatore si trova in un negozio fisico fa la comparazione dei prezzi sullo smartphone: Amazon ha brevettato un sistema chiamato “Physical Store Online Shopping Control”, per i suoi negozi fisici Whole Foods (catena di supermercati bio acquistata recentemente). (fonte: http://republicandqueen.com; https://mobile.hdblog.it)

Che quando un cliente è collegato alla rete Wi-Fi di Whole Foods e accede a un sito concorrente per confrontare i prezzi di prodotti

  • viene reindirizzato direttamente su Amazon o su siti Amazon friendly
  • il commesso viene informato del tentativo di accesso a siti concorrenti ed è chiamato ad aiutare il cliente nell’acquisto
  • viene inviato un sms al cliente con coupon o offerte Amazon per i prodotti per cui sta tentando di confrontare i prezzi.

Ad oggi questo blocco alla navigazione non è stato ancora messo in pratica ma intanto Amazon ha brevettato l’idea nel caso in cui dovesse volerla usare.

Se domani ti apre un Amazon difronte al tuo negozio, pensi di sopravvivere? Il retail tradizionale quali carte deve giocarsi difronte ad Amazon?

In questo scenario chiunque vende un prodotto, in qualsiasi posto del mondo e di qualunque settore, è sotto scacco e per non scontrarsi con un colosso come Amazon l’unica cosa da fare è spostarsi.

Infatti, non puoi pensare di competere con Amazon, chiunque ne uscirebbe con le ossa rotte!

Devi uscire dal radar di Amazon: devi lavorare sulla costruzione di una Brandship fortissima, tanto da portare l’utente a desiderare proprio il tuo brand specifico, utilizzando i dati forniti dai clienti come mezzo per migliorare il marketing, i prodotti, le loro aspettative, altrimenti finirai per lasciare spazio ad Amazon pronto a consigliargli solo i suoi prodotti (e ricordati che il 55% delle ricerche di un prodotto parte da Amazon!).

Devi diventare anche tu una “supposta” per i tuoi clienti, devi entrargli dentro per non uscirne più… e tutto questo passa attraverso la conoscenza diretta e profonda del tuo cliente, non c’è altro modo!

Altrimenti non potrai sopravvivere… perché Amazon sta già lavorando per prendersi tutto, sta creando linee di prodotti di ogni genere a proprio marchio per prendersi tutto il mercato, anche il tuo.

Quindi solo se tu cambi come le persone comprano puoi cambiare completamente quello che le persone finiscono per comprare.

Ma in pratica cosa devi fare?

PREVENIRE ED ANTICIPARE è un binomio che ti permetterà di salvarti. Ovviamente per fare ciò devi attrezzarti: algoritmi intelligenti e predittivi capaci di cogliere le abitudini di acquisto di ogni consumatore, di automodellarsi di volta in volta sui bisogni, di presentare il prodotto giusto, al cliente giusto, nel posto giusto. Questa è la strada maestra.

Esistono ad oggi degli algoritmi molto potenti per il retail e sono già utilizzati da quei negozi che hanno saputo cogliere al volo l’importanza crescente della conoscenza del cliente per incrementare il proprio business.

Ti faccio alcuni esempi che ti aiuteranno a comprendere meglio come gli algoritmi possono tracciare i comportamenti d’acquisto dei tuoi clienti e stimolarli in real time in base alle loro abitudini o ai loro bisogni.

DIMINUISCI LA PERDITA DEI CLIENTI

Algoritmo che consente di prevedere con mesi di anticipo i clienti a rischio di abbandono, attraverso un’elaborazione statistica multivariata, analisi dei dati storici, delle simulazioni, delle aggregazioni sintetiche, attribuendo degli “score” ai consumatori.

In questo modo è possibile intervenire per riconquistare questi clienti prima che sia troppo tardi, ossia prima che ti abbandonino, quando è più difficile e costoso riconquistarli.

RAFFORZA IL RAPPORTO CON I TUOI CLIENTI E STIMOLA ACQUISTI AGGIUNTIVI

Algoritmo che gestisce la comunicazione via sms/email dopo che un cliente ha effettuato l’acquisto.

La comunicazione automatizzata e in real time è differenziata in base alla personale modalità con cui il cliente effettua acquisti, per cui ogni cliente riceverà messaggi sempre diversi con l’obiettivo di stabilire con lui una relazione progressiva per farlo arrivare a diventare un “fan”.

ACCORCIA LA FREQUENZA DI RIACQUISTO DI UN PRODOTTO

Algoritmo che interviene per accorciare la frequenza di riacquisto di un prodotto, in base alle abitudini di consumo del consumatore. L’obiettivo è quello di incrementare il numero di volte che il cliente acquista un determinato prodotto/servizio, al fine di aumentare il potenziale di spesa del cliente stesso e, quindi, il tuo fatturato.

Inoltre, ti consente di fare cross-selling e up-selling in modo automatizzato e su misura delle esigenze e abitudini di ogni cliente.

Se ti interessa approfondire e desideri saperne di più scarica qui il pdf dove troverai gli algoritmi più efficaci per il retail.

Quello che devi fare è toglierti dalla media e spostarti sopra il radar di Amazon, creando un brand talmente unico e insostituibile che i tuoi clienti ti ameranno nonostante Amazon.

 

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Strumenti di Marketing

Perchè oggi è così difficile VENDERE nel RETAIL?

Perchè oggi è così difficile VENDERE?

Perché il RETAIL è fatto prima di tutto dai clienti, e i clienti cambiano velocemente modi di vita, preferenze e modelli di shopping.
I clienti soddisfatti possono andarsene senza alcuna buona ragione, anche solo per provare qualcosa di nuovo o semplicemente perché annoiati.

Ora un cliente è, generalmente, già cliente di qualcun altro.Su tutti incombe il ciclone digitale. 
Il mondo è cambiato. I clienti sono cambiati per sempre.

Non è questione solo di tecnologia, ma di avere dei PROTOCOLLI capaci di produrre risultati nuovi, diversi, CHE AGISCONO in real time.

In questo VIDEO ti spieghiamo quali sono i PROTOCOLLI MARKETING che funzionano davvero e perchè producono risultati. 

E’ difficile tenere il passo dei clienti che cambiano più velocemente di quanto riesca ad evolversi il Retail.

Anche le migliori società mondiali faticano a rispondere, legate a sistemi datati. I comportamenti delle persone e la tecnologia evolvono di pari passo, lasciando spesso indietro le aziende.

Non è questione di tecnologie applicate, semmai di configurare l’acquisto in funzione dell’esperienza e delle esigenze che il cliente vuole vivere utilizzando la cross canalità.

Da oltre 16 anni Efacile aiuta le aziende Retail a sviluppare le strategie di coinvolgimento più efficaci per comprendere e monetizzare con i propri clienti, in un mondo in costante evoluzione.

 
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Marketing Retail

eFacile al Forum Retail

forum-retailTi aspettiamo il 29 e 30 novembre al Forum Retail STAND 23

Il più grande evento del settore per i professionisti e le aziende del mondo Retail 

Vieni a conoscere i sistemi di eFacile al FORUM RETAIL. Come le aziende possono costruire la propria strategia attorno al cliente trasformando i dati in informazioni UTILI ed effettuare in Real Time  AZIONI per fornire REALE VALORE.

  • No a campagne e segmentazioni classiche
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Noi possiamo aiutarti costruire percorsi che prevedono le migliori azioni in tempo reale.

Noi Possiamo guidarti “dinamicamente” a creare le offerte e contenuti più idonei per il cliente in maniera automatizzata.

Noi Possiamo ottimizzare le interazioni del cliente per accrescere esperienza e valore.

Tutta questa intelligenza si integra facilmente con i vostri attuali sistemi di marketing, CRM, e gestionali, per sfruttare tutti i dati, le analisi, accelerando i risultati.

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Marketing Retail

Il futuro della vendita è nei micro-momenti

micromomenti-vendita

Prima i consumatori quando dovevano acquistare passavano attraverso delle fasi ben precise: la conoscenza quindi l’informazione, poi il convincimento ed in fine l’acquisto.

Oggi non ci sono più le FASI, ma MICRO-MOMENTI.

Il percorso di acquisto è profondamente cambiato, è diventato molto complesso, perché siamo sempre connessi, sempre collegati con il mondo intero per cui anche quando il consumatore ha già l’INTENZIONE di acquistare, basta che in quel “micro-momento” un altro brand si pone in maniera più efficace, magari con una soluzione più vicina al suo bisogno che taacc si ribalta la percezione dell’acquisto.
Da recenti studi, è stato dimostrato che l’82% delle persone che tituba davanti ad un acquisto in un negozio, consultano il loro smartphone per decidere se concludere un acquisto o meno, mentre si trovano in uno store fisico.

Questo si verifica a tutti livelli, grandi e piccoli, spesso i grandi marchi o brand pensano di essere nella testa dei loro consumatori, più di quanto non lo sono effettivamente. Invece per i consumatori di oggi è più importante che un prodotto risponda ad un loro bisogno in un preciso momento. Quindi devi essere in grado di intercettare le loro intenzioni ed essere pronto a coglierle…non importa che tu sia il grande marchio super mega galattico, se poi non sei in grado di cogliere il bisogno giusto, al momento giusto, nel posto giusto….

Ecco perché oggi si parla di Marketing Automation, ossia impostare degli automatismi che ti aiutino a cogliere questi micro-momenti:

Il cliente vuole sapere …crea informazioni

Vuole comprare …crea offerte

Vuole fare… crea contenuti

Vuole andare… crea proposte

Vuole divertirsi… crea intrattenimento

Crea informazioni, contenuti ed offerte cogliendo le intenzioni dei tuoi consumatori e fallo secondo l’esperienza che l’utente vuole da te, e non secondo quello che tu vuoi raggiungere per il tuo business.

Invece oggi assistiamo al processo inverso: per esempio l’obiettivo aziendale è vendere di più? Cosa fa l’azienda? Crea una nuova linea, espande i mercati all’ estero, apre un sito e-commerce, apre innovativi concept store, allestisce vetrine creative, organizza sfilate, eventi, campagne sui social.Tutte cose che conosciamo benissimo. Ma quante di queste cose soddisfa un reale bisogno del tuo cliente tipo?

Le aziende sono ancora, per la maggior parte PRODOTTO-CENTRICHE e proiettate sui propri obiettivi di business e sono impreparate a mettersi dalla parte del consumatore ed investire pesantemente sull’esperienza che l’utente invece vuole da loro. Parliamoci chiaro: i tuoi prodotti o servizi, quello che vendi… è ciò che interessa a te vendere oppure è quello che il cliente vuole acquistare o leggere o vivere da te? 

Le aziende hanno sviluppato le varie tecnicalità, hanno fatto le App, il sito e-commerce, il CRM….ma continuano a sviluppare tutto secondo logiche di business aziendale: quello che l’azienda vuole fare, vuole vendere, l’immagine che vuole dare, quindi sempre obiettivi legati al business aziendale e non secondo l’ esperienza che il consumatore vuole vivere.

Per servire bene il cliente, devi avere un sacco di informazioni che lo riguardano, tenendo presente la necessità di concentrarsi sulle persone reali. Lo devi studiare attraverso il comportamento, non basta avere sviluppato un’ App…

E perché il cliente dovrebbe darti tutte queste informazioni? Perché magari trova un’utilità immediata…c’è una convenienza per lui, c’è uno scambio…

Devi passare da una comunicazione o proposta di massa ad una personalizzata che aiuti in una particolare situazione o in particolare momento (micro-momenti) quel segmento di persone. 

Per creare contenuti mirati, è necessario che crei messaggi appropriati per accompagnare l’acquirente passo passo nel suo percorso all’acquisto. Cosa significa questo? Ad esempio, a seconda dello step cui il tuo cliente è arrivato durante tale processo, può essere necessario creare contenuti che contemplino i seguenti obiettivi:

• aumentino la sua consapevolezza: aiutandolo a comprendere ciò che la tua azienda fa e sottolineando il fatto di aver compreso quali problemi sta affrontando.

• evidenzino la scoperta: attirando la sua attenzione sul fatto che la tua azienda ha dei prodotti o dei servizi necessari per lui a risolvere i suoi problemi.

• facciano confronti che consentano alla tua azienda di dimostrare le sue conoscenze, know-how, e di far conoscere i propri prodotti e servizi di alta qualità, differenziandosi dalla concorrenza.

• incoraggiando la vendita, fornendo le giuste informazioni al target in modo da garantirgli tutto ciò di cui ha bisogno, facendogli prendere confidenza un po’ alla volta con i tuoi prodotti e servizi.

Nell’ormai lontano 2003 Giampaolo Fabris “I consumatori sono attori sociali con cui dialogare, non macchine per l’acquisto”, il valore aggiunto è la conoscenza! 

Quindi ci vuole un equilibrio, tra gli obiettivi aziendali, la tecnologia ed i bisogni reali dell’utente finale. 

Il perno su cui tutto ruota è il consumatore, qualsiasi sia la tua attività. E’ il consumatore il vero motivo per cui tutti abbiamo ancora un lavoro e se se ne va via lui, te ne vai via anche TU!

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Il passaparola è risorto per intercessione della rete!

In principio era il passaparola, ci si affidava ai consigli di un amico o conoscente che aveva già provato il prodotto o servizio che volevamo acquistare e il suo parere orientava la nostra scelta.

E oggi?  Cerchi un albergo? Ti affidi alle recensioni su Tripadvisor.

Devi fare un acquisto online? Leggi le opinioni su Amazon di chi ha lo ha già fatto.

Oppure sei soddisfatto di un ristorante? Lo condividi su facebook , instagram o twitter..

Il 78% delle persone si fida di quello che dicono gli altri utenti

il 98% degli utenti considera molto credibili le recensioni e i consigli di altri

l’82% ha comprato almeno un prodotto dopo essere stato influenzato dal passaparola online.

Come vedi il Passaparola non solo è ancora vivo ma è diventato ancora più potente grazie alle nuove tecnologie. Internet, nuove tecnologie e social network hanno riacceso e potenziato il desiderio di condividere esperienze e opinioni, soprattutto per quanto riguarda i propri acquisti e le impressioni sulle attività commerciali, sia negative che positive.

Ma puoi dare ancora più forza al passaparola con il software di CLIENTIACOSTOZERO che lo rende virale e mille volte più potente del passaparola tradizionale.

1) Carica il tuo database clienti (o crearlo)

Invia con un click un sms a tutti i tuoi consumatori.

ClientiAcostoZero gestisce automaticamente tutto il resto. Non è necessario fare altro.

2) I tuoi clienti ricevono un sms/email

con le semplici istruzioni per far scaricare il buono della tua attività ai loro amici.

3) I tuoi clienti condividono con i loro amici un link per scaricare il buono

tramite email, sms, WhatsApp, Facebook, ecc, e li inviteranno a scaricare il BUONO

4) I loro amici potranno scaricare il buono

semplicemente cliccando sul link inviato dal tuo cliente

5) I loro amici verranno da te ad acquistare

grazie al buono scaricato via sms/email

6) I tuoi clienti saranno ricompensati

appena un loro amico verrà da te ad acquistare riceveranno un sms che li avviserà che anche loro avranno diritto ad un buono!

 

Il Passaparola tradizionale è 3 volte più potente di altre forme pubblicitarie…

Un brand non è più quello che un’azienda dice che è, ma ciò che i consumatori si raccontano di lui.

 

Il Passaparola Social di ClientiAcostoZero è MILLE VOLTE più potente..

Ha un effetto virale poiché sarà lo stesso consumatore che regalerà buoni ai propri amici, direttamente sui propri profili Social, WhatsApp, email, sms, ecc.

E in più hai vantaggi sicuri per la tua attività:

TI FACILITA LA VENDITA

  • il nuovo cliente che arriva in negozio è già pronto ad acquistare senza che tu debba convincerlo a farlo

RISPARMI SUI COSTI

  • riduci il costo di acquisizione clienti da minimo € 150,00 (costo medio per acquisire un cliente) al costo di un sms/buono

E’ A COSTO ZERO

  • non investi nulla prima di acquisire il cliente. Sostieni un costo solo se il nuovo cliente viene in negozio e fa un acquisto

GENERA UN MAGGIOR N° DI ACQUISTI

  • è dimostrato che i clienti che arrivano con il passaparola acquistano di più e più spesso rispetto a clienti acquisiti con altri metodi di marketing

Visita ClientiAcostoZero.it

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Marketing Retail

La forza della partnership Azienda-Fornitore

partnership efacileSuperare lo schema fornitore-cliente ed avviare una partnership permette performances migliori perché il know how delle parti in gioco può esprimersi al massimo delle sue potenzialità.

Gli obiettivi delle aziende sono sempre più articolati e complessi e quindi occorrono modi innovativi di affrontare i problemi, le strategie e il business. Non è pensabile acquisire la conoscenza specifica e assoluta per ogni esigenza, oltre il fatto che non c’è più tempo per farlo, la velocità con cui assistiamo ai cambiamenti ci impone rapidità nelle risposte.

Unirsi a chi già conosce l’argomento in modo specifico e assoluto ed ha ottenuto risultati: questo è il nuovo mantra

Casi vantaggiosi di partnership?

Nivea e Philips hanno collaborato per il lancio sul mercato di un nuovo rasoio elettrico che prevedeva l’utilizzo di cartucce ricaricabili contenenti un’emulsione idratante. Toyota e Uber hanno stretto una partnership che consentirà a Uber di ottenere più driver ed alla Toyota di vendere più automobili. Così come  Google e Youtube o Whatsapp e Facebook…

Perché è la soluzione piu’ efficace ed economicamente piu’ conveniente?

Avere tutto internamente, apparentemente riduce l’onere finanziario e permette di mantenere tutto sotto il proprio controllo, ma non è così perché l’apprendimento di tutti i processi è molto più lungo e non garantisce certi risultati per i motivi più disparati. La partnership è la via migliore per decidere di “non fare” alcune attività o quelle che “non puoi fare” per mancanza di competenze o altre risorse.

La startup Youtube, venne acquisita da Google: pensate che Google non fosse in grado di replicare quello che faceva Youtube?  Certo che sì, ma quanto tempo ci avrebbe messo? E soprattutto chi avrebbe garantito il risultato di YouTube? Le partnership fanno risparmiare tempo e, in genere, comportano risultati migliori, visto che spesso, al momento dell’alleanza, l’azienda ha già dimostrato di avere successo sul mercato e il suo prodotto o servizio è stato già testato. Whatsapp, ad esempio, aveva un vantaggio enorme nel campo della messaggistica mobile che Facebook difficilmente avrebbe potuto colmare ed è per questo che è stata più proficua l’acquisizione piuttosto che la replica del sistema.

Con i ritmi odierni, è più lungimirante stringere partnership con competenze a valore aggiunto, piuttosto che ostinarsi a replicare ogni abilità internamente. Un partner chiave che possiede già esperienza ed ha l’infrastruttura in grado di soddisfare le esigenze del tuo business è una soluzione estremamente pratica. Non solo efficienza nei risultati, ma anche efficacia nello sviluppo di prodotti o servizi da fornire ai propri clienti…

Invece la maggior parte delle aziende, si concentra sul taglio dei costi o su una spesa intelligente attraverso la quale ottimizzare sia le risorse che le attività. Questa è la motivazione più comune per i professionisti e imprenditori. Per cui piuttosto che affidarsi ad esperti (esterni all’azienda), tendono a fare tutto internamente, convinti che tutto ciò che è “fatto in casa” sia comunque efficace e sicuramente meno costoso.

E’ stato dimostrato che le aziende che cercano idee, strumenti e risorse esclusivamente al proprio interno, potranno certamente trovarne una parte, ma sprecheranno troppo tempo, generando innovazioni insufficienti per riuscire a tenere il passo delle aziende più veloci e lungimiranti.

Infatti, mentre le aziende che tenderanno a fare da sole stenteranno a tenere il passo, i competitors più avveduti stringeranno partnership con esperti preparati, innovativi e flessibili e le batteranno sul tempo!

La realtà è che diviene sempre più difficile per le aziende italiane accrescere la propria competitività cercando di fare tutto da sole internamente, per cui solo collaborando con il partner giusto le aziende potranno diventare più forti e rispondere tempestivamente ed efficacemente alle richieste del mercato e alle sfide della concorrenza.

Stringere partnership con aziende specializzate sta diventando, dunque, la soluzione più profittevole per rispondere in modo concreto ed efficace al mutevole e imprevedibile scenario competitivo, agli stimoli della sempre più viva e dinamica innovazione tecnologica, alle sempre più ridotte disponibilità finanziarie, alla sfida della concorrenza e alla necessità di consolidare eventuali specializzazioni.

Ricorda sempre: mantieni il focus su cui si sta creando valore ma delega esternamente quello che possono fare meglio altri.
Efacile ha raggiunto in questi anni livelli di collaborazione di primo piano che ci consentono di proporre ai nostri clienti servizi altamente specializzati e soluzioni testate che hanno già dimostrato di avere successo sul mercato. Noi ci crediamo e tu?
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eFacile al Web Marketing Festival 2016

WMF16eFacile ti aspetta l’ 8 e 9 luglio al Web Marketing Festival #wmf16, l’evento business dedicato al Digital Marketing, per presentarti le ultime novità nel mondo RETAIL

1) La comunicazione via Sms si fa multimediale: SmsClickPage

2) L’ acquisizione di nuovi clienti passa per 3 nuove strategie:

-Sms Passaparola Proattivo Social
Piattaforma software che aiuta ad acquisire nuovi clienti “promuovendo”il passaparola in maniera automatizzata utilizzando i social (Facebook -Instagram-Twitter) oppure Whattapp.
-Buono Partnership
Piattaforma Software che aiuta le attività ad acquisire nuovi clienti creando un network “privato” di negozi PARTNER in maniera semplice, veloce ed economica!
-Buono Prospect
Piattaforma Software che permette di convertire clienti “potenziali” (che entrano in negozio ma che non acquistano) in clienti “effettivi”.

3) eCommerce: vincono internet e negozio fisico.

Gran numero di moduli di marketing a disposizione per fidelizzare il cliente online ed incentivare gli acquisti.
Vuoi venire al Web Marketing Festival?Scopri come
Scopri tutto il programma del Web Marketing Festival

Pagina facebook WMF16

Ti aspettiamo!
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Marketing Retail

Creare la soddisfazione dei clienti non è avere il CRM.

 

Partiamo dalla principale convinzione che molte aziende italiane hanno: conoscere i dati del CRM serve per estrarre valore DAI clienti. Poche sanno che invece bisogna creare valore PER i clienti.

La maggior parte degli approcci di management risulta, infatti, ancora lontana  dal creare valore PER i clienti, in quanto si limita a qualcosa di già visto: promozioni, iniziative, contenuti, assistenza personale dedicata, self-service, comunità, ecc.. mentre invece dovrebbe creare un “quid” che vada oltre il già sperimentato, progettando e mettendo a disposizione processi di VALORE pensati per realizzare contemporaneamente gli obiettivi aziendali ed i desideri dei consumatori.

In realtà, la maggior parte della aziende oggi ha compreso l’importanza della relazione col cliente, ma spesso non dispone dei processi e delle tecnologie necessari per sfruttare i dati dei clienti a proprio vantaggio. Infatti, da una ricerca di Idc emerge che le aziende italiane analizzano meno dell’1% dei dati sui clienti e da ciò deriva che il 77% dei consumatori dichiara di non avere una relazione coinvolgente con le aziende di cui sono clienti.

Purtroppo la cultura “dei dati” è ancora poco diffusa in Italia… infatti solo il 50% delle aziende analizza regolarmente i dati dei propri clienti. (Osservatorio CRM 2015)

Molte aziende italiane non hanno una reportistica ben strutturata, che dia una visione approfondita del cliente… molto spesso la logica è basata sull’analisi dello scontrino e delle categorie merceologiche acquistate, segmentando i clienti solo in base ai prodotti acquistati.

Ci sentiamo di aggiungere che, anzi, spesso si fatica a trasformare quella enorme mole di dati sui clienti in informazioni utili a prendere decisioni per creare valore.

Ed è proprio la convinzione che basti avere un buon software CRM per conoscere i propri clienti che nel 60% dei casi determina il fallimento delle strategie aziendali!

La vera sfida non è avere un software CRM ma avere un protocollo che consenta di studiare approfonditamente ogni consumatore e costruire una relazione basata sull’apprendimento, costruendo un dialogo continuo sulle sue esigenze, la potenzialità di spesa, la sua soddisfazione, ecc. sia online che offline.

L’idea che i clienti possano diventare il più potente strumento di marketing per l’azienda stessa, può aprire nuove strade per uscire dalle mere dinamiche legate al prezzo, in particolare per le aziende italiane, che da sempre basano il loro successo sulla qualità e innovazione dei propri prodotti-servizi.

Creare valore per i clienti per ottenere in cambio valore dai clienti.

Un esempio viene da Luisaviaroma…

Con l’obiettivo di migliorare il rendimento da dispositivi mobili e aumentare il ritorno sull’investimento in pubblicità, ha condotto un’analisi approfondita sul comportamento dei consumatori online, scoprendo così che quasi metà delle transazioni era influenzata da dispositivi mobili.

Grazie a questa analisi approfondita sui suoi clienti, l’azienda ha individuando 30 strategie utili a migliorare la user experience sui dispositivi mobili, che gli hanno consentito di ottenere un notevole miglioramento del rendimento annuale sui dispositivi mobili stessi:

  • aumento del 91% delle transazioni
  • aumento del 53% del traffico
  • aumento del 69% delle entrate
  • aumento del 91% delle transazioni su
  • il 48% di tutte le transazioni è influenzato dai dispositivi mobili

L’imperativo, quindi, oggi più che mai è: “se non analizzi, non conosci, non organizzi… non puoi ottenere il successo”!

 

Ecco perché un CRM non è sufficiente... sono necessari processi di customer intelligence capaci di gestire la complessità e rendere immediato l'utilizzo delle informazioni, sfruttandone tutto potenziale. Inoltre diventa sempre più indispensabile la capacità di interazione in real-time perché oggi non vince chi è più grande, ma chi è più veloce.

Per ciò devi dotarti di strumenti e strategie potenti che ti permettano di essere attivo, presente e performante proprio quando si accende un bisogno.

“Senza dati siamo solo un’altra persona con un’opinione”! (W. Edwards Demin)

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Analisi dei dati: tutti ne parlano, ma pochi sanno utilizzarli davvero.

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Servono nuovi dispositivi capaci di gestire il cambiamento tecnologico e rendere disponibili conoscenza e servizi in real time.

Nel mondo del marketing i dati sono sempre serviti per aiutare le aziende a prendere le decisioni migliori e per poter seguire e conoscere in maniera sempre più dettagliata i gusti, gli atteggiamenti, gli usi e i comportamenti di acquisto dei propri consumatori. Ma oggi conoscere non basta… bisogna prevedere e prevenire!

Agire in real time significa essere sempre pronti all’azione, senza dover aspettare mesi di analisi e valutazioni.

Prendi Amazon…

Pensi che se si fosse basato solo sull’analisi svolta dai suoi collaboratori sui dati delle vendite e sui comportamenti d’acquisto degli utenti sul sito, sarebbe diventato il colosso che è oggi?

Uno dei fattori strategici che hanno sancito l’unicità e la forza di Amazon sono i suoi algoritmi… sono intelligenti, automatizzati, veloci, agiscono in real time, anticipando i bisogni del consumatore.In due parole: procedure automatizzate

Infatti, ogni volta Amazon ti suggerisce un prodotto sulla base delle tue scelte e dei tuoi comportamenti d’acquisto, interpretando in modo predittivo i tuoi bisogni. E lo fa subito, non tra sei mesi quando probabilmente hai già acquistato da un competitor o magari hai cambiato idea.

Lo stesso fanno aziende come Facebook e Linkedin, in grado di proporre azioni come ad esempio “Persone che potresti conoscere” o “Lavori che potrebbero interessarti”, e dunque capaci di migliorare la nostra vita sociale e professionale sulla base dell’analisi dei dati degli utenti contestualizzati. E non pensare che questa roba è solo per aziende che stanno on line…. oggi se non segui queste procedure anche off line nell’ azienda hai vita difficile.

I bisogni dei clienti cambiano velocemente e di conseguenza l’offerta deve essere adattata e rinnovata in modo costante e alla stessa velocità.

La maggior parte dei brand italiani, però, oggi usa i dati a disposizione per studiare il passato e così orientarsi verso il futuro. Il CRM risulta ad oggi essere lo strumento più usato all’interno delle pmi italiane. Ma le procedure tradizionali di valutazione delle imprese si stanno mostrando insufficienti soprattutto in termini di tempismo e velocità di risposta.

E’ finita l’era del “dato statistico” e statico… oggi i dati a disposizione delle aziende sono tanti (si parla infatti di big data) e sono vivi, cambiano al ritmo dei cambiamenti sociali.

Con il web, i social network e il mobile è indispensabile acquisire dati e agire in tempo reale per anticipare i bisogni dei clienti e vendere di più e meglio.

Il digitale, infatti ha modificato la relazione con il cliente, da statica a collaborativa. Il cliente viene coinvolto nella relazione, esprime opinioni, fa domande, dà precise indicazioni sui suoi gusti… e lo fa in tempo reale, stravolgendo i tradizionali modelli aziendali.

Oggi per essere efficaci sul mercato non basta più analizzare i dati generati dalle tradizionali applicazioni gestionali (Erp, Crm, sistemi di Supply Chain, …), ma diventa strategico comprendere le informazioni provenienti da diversi canali di comunicazione, sia tradizionali che social, e conoscere il “sentiment” dei clienti per dare risposte puntuali e precise alle problematiche sollevate dai propri clienti.

Servono strumenti capaci di gestire una mole di dati incomparabilmente più grande e complessa rispetto al passato, servono applicativi che aiutino nella gestione delle campagne, automatizzando alcune funzioni, suggerendo azioni, reagendo a specifici comportamenti. Ovviamente non è solo questione di dati, poi devi trovare le soluzioni, anzi delle soluzioni “efficaci” ma intanto hai delle indicazioni molto precise. Devi COSTRUIRE UN PROTOCOLLO in grado di portarti dei risultati. 

Nella “era della scelta del consumatore” gli utenti si aspettano un’esperienza esclusiva e personalizzata in base alle loro preferenze ed esigenze, non importa dove si trovano, quale dispositivo stanno utilizzando, ciò che stanno cercando e quando accedono ai contenuti.

Tu devi essere pronto a rispondere in quel preciso momento, proprio quando ne hanno bisogno, né prima né dopo!

Per fare questo è indispensabile considerare molti più parametri relativi a come i consumatori rispondono in diverse situazioni e decidere cosa comunicare, su quale dispositivo e in quale momento. Ecco perché utilizzare degli appositi algoritmi, studiati proprio per rispondere in tempo reale alle richieste dei consumatori, diventa indispensabile per restare competitivi.

Dall’acquisizione del cliente, all’aumentarne il valore di spesa, alla sua fidelizzazione, all’evitarne l’abbandono… le aziende devono accompagnare ogni cliente passo, passo verso i propri obiettivi servendosi di strumenti capaci di risposte tempestive ed efficaci.

Ecco alcune procedure automatizzate che riducono i tempi e costi all’imprenditore, e ti aiutano a rispondere in real time ai nuovi bisogni dei clienti. 

 

 

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