E-commerce

E-commerce: come evitare l’abbandono del carrello

Online shopping concept.

Prevenire è meglio che curare… anche nell’e-Commerce!

Ecco alcuni suggerimenti efficaci per aumentare i tassi di conversione nel tuo e-Commerce ed evitare il più possibile l’abbandono del carrello.

CONSENTI ALL’ UTENTE DI REGISTRARSI COME OSPITE:

Dare all’utente la possibilità di effettuare l’acquisto anche come ospite aumenta il numero di conversioni. Ovviamente, per poter costruire un proprio database di clienti, è fondamentale incentivare gli utenti a registrarsi, evidenziandone i vantaggi (sconti riservati, servizi aggiuntivi, supporto dedicato, ecc.) e lasciar decidere autonomamente come procedere.

Sarebbe opportuno dividere la registrazione in due step, il primo da fare subito (iscrizione) e l’altro al momento dell’ordine:

  • 1° step: inserimento nome, cognome ed email (così da poter ricontattare il cliente in futuro)
  • 2° step: tutti gli altri dati (data di nascita, n° cellulare, indirizzo, dati per fatturazione, ecc.)

OFFRI SPESE DI SPEDIZIONE GRATUITE:

Spesso la spedizione gratuita si rivela un incentivo migliore di altri sconti che in realtà sarebbero persino più vantaggiosi.

Dalle ricerche emerge che il 69% degli utenti preferisce acquistare da negozi online che offrono la spedizione gratuita, mentre il 61% dichiara di essere propenso ad abbandonare l’acquisto qualora scoprisse in fase di check-out che le spese non sono gratuite.

E’ importante, dunque, indicare i costi di spedizione prima possibile nel processo decisionale, ad esempio anche nella scheda prodotto inserendo un tab che apre una finestra in cui sono indicate le spese.

Anche indicare i metodi di spedizione aiuta la conversione, così come dare tutte le possibilità per i pagamenti (compreso il contrassegno, ancora molto utilizzato in Italia).

DARE SUPPORTO E COSTRUIRE FIDUCIA:

i clienti, soprattutto quelli al primo acquisto, cercano inconsciamente affidabilità e desiderano rassicurazione.

Mostrare tutte le informazioni di contatto (numero di telefono, chat online, mail, numero verde, ecc.), icone definite di fiducia (ad esempio Paypal), feedback di altri consumatori, ecc., è indispensabile per ridurre i fattori di incertezza e i dubbi degli utenti.

APPLICARE IL PRINCIPIO DELLA SCARSITÀ PER CREARE URGENZA:

aggiungere un elemento di urgenza già nella scheda prodotto, tipo: “Solo 6 disponibili” come fa ad esempio Amazon. Ricordare al consumatore che i prodotti hanno una disponibilità limitata e se aspetta troppo potrebbe non trovarli più è un incentivo a non rimandare l’acquisto.

CARRELLO SEMPLICE, FUNZIONALE E PRATICO:

può capitare che l’utente, durante il processo di acquisto, abbia dei dubbi circa il prodotto selezionato. E’ quindi importante includere nel carrello il link alla scheda del prodotto, la cui foto deve essere ben visibile direttamente nel carrello stesso, con più descrizioni possibili.

Inoltre, deve esserci la possibilità di modificare quantità, taglia, colore, ecc. in modo semplice e veloce, direttamente nel carrello.

Nel momento in cui il cliente aggiunge prodotti al carrello non sta più navigando ma sta acquistando, per cui dobbiamo facilitarlo!

Un carrello che richiede più di 5 step solitamente riduce notevolmente il tasso di conversione, una soluzione ottimale è dai 3 ai 5 step, includendo un indicatore per il progresso della transazione, con la possibilità di rivedere le azioni precedenti… l’utente deve sapere da subito esattamente quali e quanti sono i passaggi per concludere l’acquisto.

Nel check-out non devono esserci distrazioni (come barre del menù o link inutili ai fini della conversione) e le garanzie devono sempre essere presenti così come metodo di spedizione e metodi di pagamento devono essere ben visibili.

MIGLIORARE L’USER EXPERIENCE:

gli elementi tecnici devono essere ottimizzati per un’ottima fruibilità dei contenuti: pagine che si caricano rapidamente, sito responsive, certificati SSL e HTTPS per lo shopping sicuro, ecc.

Inoltre, testa tutti i messaggi di errore per garantire che l’utente “medio” riesca a comprendere come risolvere il problema.

OFFRIRE VANTAGGI SUBITO:

L’utente online, spesso è a caccia del miglior prezzo e di sconti.

A tal proposito diventa efficace utilizzare la leva del coupon che, però, è spesso mal gestita dai negozi on line.

Capita spesso, infatti, di visualizzare un campo “inserisci codice promozionale” quando l’utente arriva alla pagina di check-out, il che porta l’utente a chiedersi “Perché io non ho un codice promozionale?”.

Spesso l’utente non trova una risposta per lui soddisfacente, per cui succede che alla fine abbandona il carrello.

Una soluzione più efficace e incentivante è aggiungere direttamente sotto al prezzo dell’articolo il valore del coupon cui l’utente avrà diritto già dal suo prossimo acquisto… il che consente di contrastare anche la concorrenza poiché pur non avendo il prezzo più basso, si offre un vantaggio maggiore sul prossimo acquisto che sposta l’attenzione del cliente dal prezzo in sé.

Altro vantaggio di questa strategia è dare un credito all’utente presso il negozio on line che è un incentivo a far tornare il cliente per un successivo acquisto, proprio perché non vuole perdere il coupon maturato.

Ad ogni modo, lo sconto deve essere una leva personalizzata, non di massa.

UPSELLING: se si utilizzano tecniche di upselling, farlo alla fine dell’acquisto, per mantenere i clienti concentrati sul completamento dell’ordine che stanno effettuando e non distrarli dall’acquisto che stanno concludendo.

Con queste strategie potrai ridurre i tassi di abbandono del carrello ma, per aumentare ulteriormente i tassi di conversione, è necessario attuare una strategia per migliorare i tassi di recupero dei carrelli abbandonati.

Ti potrebbe interessare anche
E-commerce: come recuperare i carrelli e …il fatturato!
Amazon apre negozi fisici mentre i Brand aprono l’ eCommerce. Cosa c’è sotto?

Lascia un tuo commento

Il tuo commento*

Your Name*
Your Webpage

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.